Il mercato delle pulci nelle orecchie

Pennello e calamaro, riso e pianto
lunedì, 14 luglio 2008

Questa notte sono andata molto,molto lontano, senza fare nemmeno

un passo, i miei piedi erano fermi e la mia anima volava,volava

libera, le ali non erano i miei, ma di un uomo, che non ho la fortuna

di conoscere personalmente,ma conosco i suoi pensieri, le immagini

della sua mente e del suo spirito, e sono loro, che questa notte mi

hanno proiettata su un palcoscenico scaturito dall'immensità della

sua anima. Ho sognato con i suoi occhi, ho lasciato ai suoi immagini

sfogliare il grande libro delle mie emozioni, ed imprimere

pagine e pagine con indelebile vibrazioni di bellezza.

Se è vero, che nel momento della morte quei 21 grammi, che

è l'anima si libera per l'eterno, la mia senza  aver visto

 Un tè con Mussolini. DI  ZEFFIRELLI  sarebbe qualche grammo in meno.

                                            GRAZIE, emer

Franco Zeffirelli

 

 

postato da emerenz alle ore 02:08 | Permalink | commenti (33) / commenti (33) (pop-up)
categoria: immenso, zeffirelli franco


mercoledì, 09 luglio 2008

Siamo tutti alla ricerca dell Isola che non cè.

Quel spazio magico dentro di noi, che è cosi

difficile a quonquistare.

La magia di riscoprirci bambini e rinascere no stop.

Però io ho trovato, chi coltiva in sè questo spazio e

offre generosamente a tutti i suoi amici

nel:http://lafogliaverde.splinder.com

Sedetevi con lui sotto la luce argentata della luna

e ascoltate il canto dell' amore, avvolti dolcemente

nell innebriante profumo delle rose. emer

Ora canto

Brividi di una notte d’estate.
Luci spente dentro.
Pensieri stretti agli occhi.
Un canto scivolato via.

Come un piccolo uccello smarrito,
sognavo di volare con te.
Ho bruciato le ali nell’inseguirti.

Nel mio nido
troverai un sogno finito,
tra fragili piume.
Con l’ultima,
ho scritto sul nostro albero.
Ho scritto ti amo.

Ho pensato a noi.
non ho pianto.
La tua vita mi sorrideva,
saltellava, qua e là, sui rami del cielo,
tra le foglie dorate del sole,
lassù dove s’accende il giorno.

Ora io sogno e canto.
In verità,
nel buio del cuore,
ho pianto.

                                             Ivan


postato da emerenz alle ore 01:55 | Permalink | commenti (20) / commenti (20) (pop-up)
categoria:


venerdì, 04 luglio 2008

postato da emerenz alle ore 23:10 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria:


sabato, 28 giugno 2008

ANCHE SE ERA NOTTEFONDA  LA CAPPA DI CALORE

ERA OPPRIMENTE, GIROVAGAVO PER   LE   VIE

TORTUOSE DEL VEB, CALDO AFFOSO OVUNQUE,

LE PAGINE GOCCIOLAVANO DI SUDORE LE PAROLE

SEMBRAVANO VAPORIZZARE SOTTO I MIEI OCCHI.............

MA ECCO, ALL  IMPROVVISO UNA VENTATA DI FRESCHEZZA,

E QUEL PROFUMO,CHE ARRIVA SOLO CON LA BREZZA MARINA,

SALSEDINE MISTO ALLA DOLCEZZA DELLE STELLE, IL RUMORE

DELLE ONDE LENTE E SULLA SUPERFICE DEL MARE UN

PONTICELLO D'ARGENTO USCITA DAL PENELLO GENEROSO

DELLA LUNA, ALLORA COMINCIAI A CORRERE E PERCORSI 

TUTTO  D'UN FIATO E SOLO  DOPO LE ULTIME PAROLE

CAPì, CHE  ERO NEL BLOG  DI   http://motivixalzarsialmattino.splinder.com

VI RIPORTO QUI SOTTO LA NOVELLA DI dipocheparole,

SPERANDO, CHE VI PORTI REFRIGERIO E GIOIA NELL  

LEGGERLA,  TANTO, QUANTO LA DIEDE A ME.   emer

 

 

IO LO AMO

Questa volta se sono riuscita ad arrivare fin qui è solo perché lo amo. Lo amo lo amo lo amo lo amo lo amoloamoloamoloamo..     Tanto più che non c’è in giro un cane a cui chiedere. Usa il saltellitare mi ha detto. Ma mia mamma non ce l’ha il saltellitare sulla macchina, gliel’avevo già detto, ma cosa vuoi che si ricordi quello. Con tutte le cose che ha da fare. Beh, guardati la strada su Viamichelin o su Mappy, quello almeno lo sai fare? Beh mica tanto, ma potrei chiedere a mia sorella, ho detto. Ma poi ho pensato che mia sorella era meglio lasciarla fuori. Già sta sempre a dirmi che uno così stronzo potevo trovarlo solo io.
Da quella volta che lui mi aveva lasciata e che mi ha trovato seduta per terra in garage che piangevo, macchè piangevo, ero semplicemente disperata. Comunque non è che davvero pensassi di farlo. Sì, ci avevo pensato, ma solo perché ero entrata dal garage per non farmi vedere da mia madre e sul bancone dove mio padre una volta teneva i suoi attrezzi, avevo visto quel tubo di gomma, e così avevo provato a vedere se ci stava nel tubo di scappamento. Ci stava anche, mi ero sporcata da schifo le mani di nero e per non macchiarmi dappertutto il giaccone nuovo, mi ero pure messa a lavarmi le mani sotto il rubinetto in lavanderia. Ma non c’era il sapone, non veniva via niente, e mi ero sentita così male al pensiero di me morta, con le mani luride di porcheria nera, e poi di mia madre che dopo mio padre si era appena ripresa, che mi ero fatta pena e mi ero seduta lì e basta. Quando era arrivata mia sorella, piangevo da così tanto che ormai non piangevo neanche più, e non capivo più niente. Lei invece forse capii tutto, ma non mi disse niente, mi portò di sopra, mi diede delle gocce per dormire, di quelle che usa la mamma, e non credo che, poi, le disse niente. Anzi, di sicuro, perché senò figurati se la mattina dopo la mamma ci credeva che avevo la febbre e non potevo andare in negozio.
Ma lei alla Cristina crede sempre, è a me che non crede mai e mi dice che alla mia età lei aveva già due figlie mentre io penso solo a uscire e a divertirmi. Se poi sapesse che sto con uno sposato mi ammazza. Non lo sa neanche la Cristina questo, ma ho paura che prima o poi lo capisca perché mica è scema. Quando alla domenica mi vede sempre a casa, mi chiede se quello stronzo preferisce sempre uscire con gli amici. Io le ho raccontato che lui gioca a calcio e che le domeniche ce le ha sempre impegnate, e poi ha gli allenamenti, le riunioni, insomma tutte quelle robe che fanno i calciatori.
Ma quando mi ha visto che neanche a Natale sono uscita, e neppure la vigilia, e con la faccia che avevo non era difficile capire quanto male stavo, mi ha guardato strano. Non mi ha chiesto niente, perché poi erano arrivati gli zii e dopo il pranzo è venuto a prenderla Tommaso per andare al cinema, ma sono sicura che se lo chiede alla Gloria in negozio, come sa fare lei, con quel suo fare di nulla, quella le racconta tutto. Sì, insomma, che sto con uno sposato, mica il resto, anche perché la Gloria non sa niente del resto.
Quella scema. Maledetta la volta che lo ha visto. Stavamo facendo la vetrina, e lui si è fermato proprio lì davanti con la moto. Lui era con il bambino, e aveva fatto apposta a fermarsi lì. È che gli piace imbarazzarmi. Dice che gli piace quando divento rossa. Così si è fermato lì, si è tolto il casco e con calma, senza guardarmi, ha tolto il casco al bambino. La Gloria ha cominciato a dirmi: - Ehi, guarda che figo sto tipo! Peccato che abbia già un figlio! Ehi Angelina! Ma lo vedi? Sai che credo di averlo già visto al Nidaba il venerdì? Chissà i corni che ha sua moglie poveretta. -
Io non dicevo niente, pulivo le macchie sulla vetrina in alto. Mi sentivo le guance di fuoco. Lui intanto se n’era andato, senza neanche guardarmi, come se io fossi trasparente. Allora ho detto a quella cretina di non chiamarmi Angelina perché io mi chiamo Angela. Lei mi ha guardato e mi ha chiesto cosa cazzo avevo, se ero impazzita per caso. Io scendendo dalla scaletta sono anche caduta e sono scoppiata a piangere, per fortuna che quel pomeriggio non c’era la signora Palma.
E insomma, è finita che le ho raccontato che stavo con lui. Erano settimane che me lo tenevo dentro e stavo scoppiando. Perché lui dice che mi ama, che mi ama, ma che non può lasciare suo figlio.
Lui dice che stravede per suo figlio, anche se ha fatto fatica i primi tempi, perché erano giovanissimi quando lei è rimasta incinta, e lui non avrebbe voluto avere il bambino, né tantomeno sposarla, ma poi le famiglie hanno fatto un casino tale che alla fine si sono sposati. Lui avrebbe voluto fare l’università, dice che si era anche iscritto a Scienze Politiche, soprattutto perché voleva andarsene di casa, ma poi, dopo il fatto che lui aveva messo incinta la figlia dei Bortoletto, che da sempre si credono i signori del paese, anche se tutti sanno che hanno fatto i soldi vendendo candele per i mercati, insomma, sta di fatto che i suoi non gli hanno più dato una lira e gli è toccato continuare a lavorare con suo padre.
Però con sua moglie sono già d’accordo che appena il bambino ha dodici anni si separano, perché è un’età in cui può capire meglio, senò adesso sarebbe un trauma. A lui piacciono tanto i bambini e in fondo ha sempre detto che ne vorrebbe avere altri prima dei trentacinque anni, che senò poi è troppo vecchio, ma non con lei, non con sua moglie.
E insomma, ai dodici anni di Matteo non manca tanto. In fondo sarebbero solo due anni, e in questi due anni nel frattempo potremmo vederci sempre di nascosto come abbiamo fatto finora.
E della bambina, perché io so che sarà una femmina, potremmo dirlo solo alle famiglie, e per non farlo sapere proprio a tutti io potrei andare a stare a Milano, da mia zia che è sempre stata buonissima con me, che ogni volta mi ripete che sono il ritratto sputato di mio padre e di andare a trovarla quando voglio. E poi, una volta che la bambina è nata, potrei stare lì ancora per un po' e trovarmi un lavoretto finchè lui non si separa e possiamo mettere su casa insieme.
Il problema invece sarà dirlo alla mamma. Lei si è sposata incinta e ci ha sempre predicato di studiare e di essere indipendenti. Ma se io non sono mai andata bene a scuola, cosa devo fare? Anche il papà lo diceva: mica tutti sono fatti per studiare, lui infatti non aveva studiato. Io, invece, ho sempre desiderato avere dei bambini e farmi una famiglia, e mica è colpa mia se l’uomo che amo ne ha già una. Ma per fortuna esiste il divorzio. L’ho detto anche a lui prima, al telefono. Io non avrei voluto dargli la notizia per telefono, ma lui ha capito subito che c’era qualcosa che non andava, del resto era da prima di Natale che avevo fatto il test, ma lui mi aveva detto di non chiamarlo assolutamente durante le feste: niente telefonate e niente sms. Me l’aveva anche fatto giurare. Avrei voluto dirglielo bene, con calma, noi due da soli. Ma io se non lo dicevo a qualcuno almeno oggi sarei morta. Ho passato un Natale e un Capodanno di merda. Con mia madre che continuava a chiedermi cosa avevo, mia sorella che mi teneva d’occhio e con tutte quelle sceme delle mie amiche che non fanno che parlare di ragazzi, ma che non sanno cosa vuol dire essere davvero innamorati.
Così erano quindici giorni che non lo sentivo, sì, dal 23 dicembre, quando è venuto in negozio a comprare tre filoncini e quattro mantovane e io già avevo un ritardo, ma non potevo certo dirglielo lì. Lui mi ha fatto l’occhiolino e se n’è andato. Fuori c’era la moglie che lo aspettava con Matteo, pieni di pacchetti. Si sono fermati a parlare con un’altra coppia lì davanti. Io mi sentivo morire. La Gloria mi guardava, ma questa volta non le ho detto niente, non ho detto niente a nessuno. Solo a lui. Aspettavo il lunedì, che finalmente ste feste maledette erano finite e potevo chiamarlo. Sapevo che mi avrebbe chiesto di incontrarci, dobbiamo parlarne, e io muoio dalla voglia di vederlo, ma pensavo che ci saremmo visti al solito posto, non in collina.
È già tanto se sono riuscita ad arrivarci per tutte queste curve. Beh, scendo e mi fumo una sigaretta intanto. Lo so, non dovrei fumare, ma tu, piccolina, me lo perdonerai. Dai, ti prometto che è l’ultima.

Angelina scese dall’auto, si accese la sigaretta e si fermò a guardare la pianura in basso, percorsa da mille luci tremolanti, lontane, l’orizzonte rosso del sole appena tramontato tra i rami degli alberi, e sotto, il bosco buio, nero. L’aria sapeva di legna bruciata, di freddo. Odore d’inverno. Lei, invece, nascerà alla fine dell’estate, con il caldo, pensò sorridendo. Si girò verso il piazzale della trattoria. Chissà se lui sapeva che era chiusa. Forse aveva pensato di poter mangiare qualcosa, di festeggiare magari, ma non si era ricordato che, passata l’Epifania, i locali spesso chiudevano, soprattutto in collina dove fino alla bella stagione non ci andava più nessuno. C’era un abete davanti alla porta con ancora una ghirlanda d’argento intorno e le luci colorate spente. Domani anche a lei sarebbe toccato togliere le decorazioni natalizie dalla vetrina del negozio. Faceva freddo, ormai era buio, e lui era in ritardo. Prese il cellulare e fece il suo numero, quando dalla curva spuntarono i fanali della sua auto. Lei sorrise, era troppo felice. Rimase lì, in piedi, con il telefono in mano che suonava libero.
Lui si fermò proprio lì davanti, scese dalla macchina, non spense i fanali, e lei non vide cosa prendeva dal sedile di dietro. In un attimo le fu davanti, le strappò il cellulare dalla mano, lo buttò per terra e con il tacco dello stivale lo schiacciò sul cemento del piazzale. Angelina guardò per terra, si era staccato un pezzo di metallo, fece per allungare una mano.
Lui raccolse il telefono, e con un gesto che le parve infinito, con il braccio teso all’indietro, lo gettò giù, verso il basso, verso il bosco. Angelina alzò lo sguardo e lo vide volare sopra la sua testa, il metallo chiaro illuminato per un attimo dai fanali dell’auto, e pensò che quello era solo l’inizio, l’inizio di qualcosa che sarebbe stato diverso, per sempre.






postato da emerenz alle ore 00:11 | Permalink | commenti (21) / commenti (21) (pop-up)
categoria:


domenica, 22 giugno 2008

Se vi piace, per rilassarvi, la dolce melodia dello

scorrere di un fiume,magari sdraiati in riva su un prato verde.

macchiata di papaveri e margherite, la potete trovare

entrando nel blog dihttp://argeniogiuliana.splinder.com.

Vi farà compagnia la padrona di casa, sempre sorridente,

con la dolcezza di chi sà ascoltare e tradurre le emozioni,

trasformandolo in pagine del romanzo della vita, dando

volume al presente, passato e futuro.

Parlate liberamente, siete a casa, avete trovato una vera amica.  emer

Ti mando la poesia d'apertura del mio romanzo "Vento Rosso".
Una poesia sulle conseguenze delle nostre azioni, sul risultato della vita che prima o poi ti presenta il conto. 


           
      "La conseguenza alata
del mio gioco perduto
giace sulla periferica verità
che non conosci.
Nostalgie di pietra
solcheranno i tuoi sogni
...forse,
e finalmente per me
L'immensa notte."
                                        
                                                           
                                                               
                                                          Giuliana Argenio.
                                                                                                     

postato da emerenz alle ore 00:55 | Permalink | commenti (28) / commenti (28) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 18 giugno 2008

E ADESSO PARLIAMO  DI..... PREMI

Sì.....Sì....Sì......

CON IMMENSO PIACERE VI PRESENTO I MIEI

DUE E DICO  DUE PREMI, CHE HO RICEVUTO

NEI GIORNI SCORSI.

IL PRIMO PREMIO MI HA ASSEGNATO:http://dragossido.splinder.com

                                                             Premio D eci e lode

CON LA  SEGUENTE  MOTIVAZIONE:     premio Emerenz, per la cura con cui descrive i siti nei suoi post, per lo spazio che offre ai suoi bloggher e per la cordialità e la correttezza che usa in modo impeccabile.

ED ECCO IL PREMIO ASSEGNATAMI DAL BLOG: http://lafogliaverde.splinder.com

                                         Con infinito piacere ho ricevuto il premio, con le  seguenti motivazioni:  per il suo impegno e la sua simpatia, per il modo semplice e cortese di presentarsi ai suoi lettori,trattando dei più svariati argomenti, sempre con bellissime immagini

 
 
  
  

 
Regolamento per chi riceve questo premio:
1)Scegliere 5 blog che si considerino meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua.
 
2)Ogni premio assegnato deve avere il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, così che tutti possano visitare;
 
3)Ogni premiato deve esibire il premio e mettere il nome e il collegamento ai blog di colui che ti ha  premiato;
 
4)Pubblicare le regole
CON CALMA  VEDRò DI ASSEGNARLE A MIA VOLTA AI VARI BLOGGHER.
ORA SI  FESTEGGIA!!!!!!!!!!!!!!!!!
UNA FETTA DAL MIO CUORE,emer
postato da emerenz alle ore 22:39 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
categoria:


sabato, 14 giugno 2008

 

ORA VI RACCONTERO DI PESCHINA, IN ARTE: PESCANOCE.SPLINDER.COM

IL SUO  BLOG,  COME I LENTI MA A VOLTE ANCHE FATICOSE  PERCORSI DELLE

COLLINE FRA SALITE E DISCESE , MA SEMPRE CON MILLE SORPRESE

GLI ALBERI , LE PIANTE E TUTTO INTORNO RISPLENDE CON UNA LUCE

NUOVA ATTRAVERSO LE IMMAGINI E LE PAROLE DI “NEZ”.

          AVVOLTA NEI PROFUMI E NEI COLORI DEI BOSCHI IN AUTUNNO, LA

PADRONA DI CASA E’ SEMPRE E OVUNQUE PRESENTE, TUTTO PULSA

DI VITA DI RICERCA DELL INAFFERABILE.

         SEGNO INEQUIVOCABILE: VULCANICA

SE ENTRANDO NEL SUO BLOG VI SEMBRERA’ DI SENTIRE LE RISATE

DOLCI E ALLEGRE DEI BAMBINI, NON E’ UN ILLUSIONE E’ IL TOCCO

MAGICO DEL AUTRICE, CHE RISUONA AD OGNI ANGOLO DEL BLOG,

BUONA PERMANENZA ! emer

 

WATER DRESS

water dress

-Immagino da Web-

Scelgo per me quel vestito d’acqua,

quello su cui tutto scorre,

quello su cui non rimane

macchia.

 

Intessuto di pioggia, lacrime e mare,

gocce salate

di cui

non ricordo

il sapore.

 

Onde di seta, pieghe di tempesta,

da stirare con

col vapore

dei pensieri.

 

Acqua che scorre,

quando sono viva,

che ristagna e s’impaluda

quando mi sento

morta

che mi

gela addosso

quando il

cuore

è un sasso

sul fondo

del

fosso

nez

 

          HAVE YOUR BEST DRESS


3645

 

 

 

 

 

postato da emerenz alle ore 00:07 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
categoria:


domenica, 08 giugno 2008

Entrando nel blog di DRAGOSSIDO.splinder.com, come passegiare lungo il viale di un mercato variopinto, ricco di ogni mercanzia, dalle stoffe preggiate, abiti di ultima moda fino alle bancarelle da mille lire, sembra di sentire il sole di mezzogiorno ad amplificare il vociare dei visitatori arrivati ad ogni angolo del mondo. La vita con le sue ombre e luci fa la padrona mentre dalle  finestre aperte musica a tutto volume accompagna i curiosi. Colori sgargianti, nonostante, il colore nero, griggio delle facciate dei palazzi.

 I profumi delle spezie impregnano i narici, invitandovi a prendere un buon bicchiere di vino.

Ho scelto una poesia di Antonio, che  a mio avviso vi permetterà di cogliere l'anima trasparente e fanciulesco del autore .   Buona passiagiata. emer                                                                                                                                                                                          

Misteri dei misteri

 

Per quanto mi sforzi a cercare,

mille e mille risposte posso trovare.

Giuste o sbagliate,

potrann’ esser giudicate.

Ma c’è una creatura,

che si nasconde!

Da millenni,

risposte attende!

 

Ma quegli occhi lucenti,

come le stelle del firmamento.

Ma quelle guance candide e lisce,

come la seta più pregiata.

Ma quelle labbra rosse e soffici,

come i petali delicati dei fiori.

 

Quale è la dote che offusca?

Quale è la giusta risposta?

Quale grande segreto si cela?

Perché non v’è ragion?

Perché non v’è logica?

Perché non v’è regola?

 

Ella è il più grande mistero!

Chi riesce a svelarlo,

divien pardon d’uno scibile

che non è scientifico,

non è matematico,

non è fisico,

ma è DONNA!

Antonio Gargiulo

postato da emerenz alle ore 03:03 | Permalink | commenti (22) / commenti (22) (pop-up)
categoria:


venerdì, 06 giugno 2008

ANCHE UN NEONATO FATICA A RIPRENDERSI DOPO

LE ULTIME  ELEZIONI........con sorriso emer

 

postato da emerenz alle ore 19:21 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria:


venerdì, 30 maggio 2008

Il post, che vi propongo in questi giorni e del blog Gulia11.splinder.com

Un blog dal disegno minimalista con ampi spazi per l'attualità, quanto

agli affetti.La padrona di casa una donna di forte personalità e

dolcezza a contempo. L'atmosfera che vi accoglierà visitandolo il

suo blog, sarà cordiale con toni e colori tenui con freschi aromi

agrumati. Segno inequivocabile: concretezza.

Il suo motto: Quello che poi fare oggi per il tuo prossimo

                fallo subito.

Ci tengo a precisare, che il seguente post la sottoscrivo per

filo per segno e per amore della verità.emer

 

                     NostraInformazioneLibera

Ogni tanto dimentico..ma siamo ancora in democrazia?? Si puo esprimere liberamente una opinione tutelando la verità della notizia?? Tra i sentori di una informazione che è sempre più vincolata dai dettami politici, pubblico un articolo apparso qualche giorno fa sul blog di Di Pietro. santoro_travaglio

Ancora non è chiaro quali sarebbero i capi d’imputazione per Travaglio visto che ha solo raccontato fatti già noti e per i quali non si era levata alcuna indignazione. Episodi su cui molti cittadini, grazie all’informazione che hanno ricevuto, possono ora farsi un’opinione e giudicare liberamente.

Gli attacchi che sta subendo il giornalista Marco Travaglio solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri ed accaduti e che riguardano nientemeno la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Schifani, dimostrano che, come al solito, quando si tratta di difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno quadrato e diventano un tutt’uno (come accadde ai tempi dell’indulto).

Allora mi domando e domando: ma un giornalista che rivela circostanze sconosciute alla maggioranza dei cittadini adempie al proprio dovere di cronaca e di critica o no? Se Schifani risulta essere stato socio di persone di malaffare, allora il presidente del Senato, proprio per l'alta carica che ricopre ne spieghi le ragioni o contesti i fatti. E' un suo dovere morale.

Ed ancora mi domando e domando, questa volta ai tanti benpensanti del Partito Democratico: ma sapete chi sono i condannati per mafia Nino Mandalà e Benny D’Agostino? E sapete cosa vuol dire essere stati soci con costoro ai tempi d’oro della mafia, come lo fu Schifani? Ed allora, che male c’e’ se un giornalista indipendente pone delle domande trasparenti ed altrettanto trasparentemente informa l’opinione pubblica? on.Di Pietro

Che senso ha attaccare Travaglio per aver solo detto ciò che è vero? Invece di prendersela con lui non sarebbe meglio prendere spunto da questo fatto per impostare una campagna di informazione capillare e veritiera su chi sta al Parlamento, al Governo o nelle altra istituzioni controllate dalla politica? Oppure il silenzio è dovuto al fatto che anche tra le file del centrosinistra ci sono alcune posizioni imbarazzanti per cui è meglio far finta di niente e schierarsi con l’avversario nella speranza che un giorno il favore possa tornare?

www.antoniodipietro.it

giulia per l'informazione libera....

postato da emerenz alle ore 21:27 | Permalink | commenti (22) / commenti (22) (pop-up)
categoria: